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Club Alpino Accademico Italiano

THE SWAT PROJECT - APPELLO PER APPASSIONATI DI TREKKING DI AVVENTURA

Venerdì, 03 Marzo 2023 16:49

APPELLO PER APPASSIONATI DI TREKKING DI AVVENTURA

Il Club Alpino Accademico Italiano anche quest’anno collaborerà con Mountain Wilderness International, con l’ISMEO (Istituto internazionale di Studi sul Mediterraneo e l’Oriente) e con Mountain Partnership per proseguire e portare a termine l’esplorazione delle potenzialità escursionistiche e alpinistiche delle montagne dell’alto Swat, in Pakistan.

6 Risalendo i valloniRisalendo i valloni verso il Manali Pass – archivio MW

1 Uno dei meravigliosiUno dei meravigliosi specchi d’acqua dell’Alto Swat – Jaba Lake, a sud del Falak Sar – foto K. Night

 

La zona montuosa dell’alto Swat può essere considerata una via di mezzo tra gli ambienti alpini, così come si presentavano ai visitatori agli inizi dell’800, e quelli più propriamente himalayani. Si tratta di valli, valichi, vette e ghiacciai ricchi di un particolare fascino spettacolare, dovuto non solo all’eleganza delle elevazioni maggiori, tra i 5000 e i 6000 metri, ma anche alle dense foreste di conifere, ai numerosissimi laghi che si incontrano lungo ogni percorso, ai torrenti limpidissimi, ai pascoli di quota, abitati da piccoli gruppi di pastori nomadi.

Lo scopo che gli enti organizzatori si prefiggono, attraverso il pluriennale Progetto Swat, ideato da Mountain Wilderness, è quello di raccogliere le descrizioni dettagliate di tutti i possibili itinerari di trekking e anche delle vie alpinistiche di ascensione alle vette più interessanti, per giungere alla pubblicazione di una attendibile guida alpinistico/ escursionistica dell’alto Swat. Questa guida cartacea in inglese sarà propedeutica all’elaborazione di un progetto di parco nazionale da sottoporre alle autorità pakistane. Lo Swat è infatti facilmente raggiungibile dalle grandi città della pianura ed è pertanto sempre più esposto al rischio di una crescita disordinata della frequentazione turistica locale, tendenzialmente aggressiva e ineducata. L’unica via per preservare la preziosa integrità di quelle vallate di magica bellezza risiede nella concreta proposta di una fruizione alternativa fondata sul rispetto e orientata verso l’istituzione di un parco nazionale.

2 PortatoriPortatori in Alto Swat – foto M. Penasa

L’iniziativa ha anche un evidente carattere umanitario, volto ad offrire alle comunità montanare la possibilità di migliorare le proprie condizioni di vita senza rincorrere i miti fallaci della banalizzazione consumistica, ma grazie al flusso di un turismo naturalistico e responsabile.

Da quando, quattro anni fa, il progetto Swat ha visto la luce, molti degli itinerari, alcuni dei quali superano ghiacciai e valichi di oltre 4000 metri, sono stati percorsi e dettagliatamente descritti. Per tutti i partecipanti si è trattato di un’esperienza entusiasmante e radicalmente diversa da un tipico trekking commerciale. Affrontare le sorprese di itinerari che non sono mai stati completamente percorsi aggiunge il deciso sapore dell’avventura e della scoperta.

4 In discesa dal Manali PassIn discesa dal Manali Pass, verso le valli del Chitral – archivio MWGli organizzatori anche quest’anno propongono ai soci dei Club Alpini europei, ai soci di Mountain Wilderness e delle associazioni ambientaliste consorelle, al corpo insegnante delle scuole di Alpinismo e a tutti gli appassionati di trekking in ambienti montani incontaminati di partecipare a questa avventura come “collaboratori contribuenti”. Si tratta di un’esperienza unica nel suo genere, priva dei rischi derivanti da instabilità politiche o da rigurgiti fondamentalistici. Alcuni degli itinerari potrebbero richiedere l’attraversamento di facili ghiacciai e il conseguente utilizzo di ramponi, piccozza e corda. Chi aderirà al progetto dovrà specificare la sua disponibilità a affrontare quel tipo di impegno. Sono a disposizione anche percorsi privi di difficoltà tecniche e tuttavia di grande suggestione. Restano comunque indispensabili: capacità di adattamento, spirito d’avventura, consapevolezza del significato del progetto e della sua valenza etico/ambientalistica.

L’invito è esteso altresì ad alpinisti interessati a partecipare al progetto e che vogliano mettere in piedi leggere spedizioni orientate all’ascensione di alcune delle più interessanti montagne della zona lungo itinerari mai percorsi finora. Ovvero a unire a un trekking “spartano” una parentesi alpinistica.

Gli organizzatori si augurano così di poter concludere durante il 2023 la fase esplorativa per passare all’edizione della guida.

5 La bella parete nordestLa bella parete nordest del Falak Sar – archivio MW

 

Tenendo conto dell’esperienza fin qui maturata i percorsi a piedi dureranno tra sette ed otto giorni consecutivi. E’ anche possibile dedicare un giorno in più alla visita dei ruderi degli antichi monumenti buddhisti che dominano le colline della parte meridionale dello Swat.

La data di partenza non è stata ancora decisa nel dettaglio e dipende dai desideri e disponibilità di coloro che saranno interessati a partecipare, ma in linea di massima avverrà negli ultimi giorni di agosto. La vicinanza dell’alto Swat con la pianura e con i maggiori aeroporti facilita il raggiungimento di risultati soddisfacenti anche per chi può contare su un limitato periodo di ferie.

 

 

 

 

 

Gli organizzatori hanno delegato la responsabilità dell’organizzazione pratica dei trekking a un’agenzia pakistana di provata esperienza, in grado di assumersi tutte le responsabilità civili e penali.

Per maggiori dettagli pdfclicca qui o scrivi direttamente all’indirizzo e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

3 Campo duranteCampo durante il trekking del Falak Sar – archivio MW

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