CAAI

Club Alpino Accademico Italiano

PROGETTO UNDER 25

Mercoledì, 06 Gennaio 2016 18:50

Parla uno dei protagonisti dell'innovativo modello formativo organizzato dal CAI di Bergamo con il patrocinio del CAAI Club Alpino Accademico Italiano e del GAN Gruppo Alpinisti Nembresi

 

Non c’è modo migliore di esordire, soprattutto per una new entry come me, con una rapida presentazione. Sono Daniele Costalonga originario di Carnago, un piccolo paesello della provincia di Varese, ho da poco 25 anni e da un anno esatto mi sono laureato in ingegneria meccanica al Politecnico di Milano. 

All’età di 17 anni ho iniziato a coltivare la mia passione per la montagna con un gruppo di amici e da 5 anni a questa parte pratico l’arrampicata nelle sue diverse forme.  

Inizialmente ho scalato principalmente nelle falesie delle zone di Varese, Canton Ticino, val d’Ossola, e del lecchese; solo nell’ultimo anno ho cominciato a scalare nel modo in cui avevo sempre mirato sin dal momento in cui mi approcciai a questa disciplina: la salita delle vie alpinisticamente più interessanti delle nostre amate alpi. 

In questo percorso ha assunto un ruolo di fondamentale importanza il progetto UNDER 25 organizzato dalla sezione del CAI di Bergamo. 

Vi domanderete come sia possibile che, con tutti i ragazzi della ben più vicina Bergamo, sia stato scelto proprio io: si tratta di serie di combinazioni per cui un pomeriggio dell’inverno passato mi trovai a scalare in una tranquilla falesia di Lecco in compagnia del mitico Mario Giacherio e di Mimmo Sinapi il quale mi parlò del progetto dimostrando interessamento nei miei confronti. Ma venendo al dunque, in cosa consiste il progetto UNDER 25? e soprattutto, in che modo mi ha arricchito?  

Lo scopo di questa esperienza è quello di far riscoprire ai giovani d’oggi la bellezza dell’alpinismo di stampo classico che è l’unico che permette di vivere esperienze di ineguagliabile bellezza e completezza. Come tutti ben sappiamo, per raggiungere determinati obiettivi, assume fondamentale importanza sapersi muovere agilmente ed in sicurezza.

 

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Il Pilastro Rosso del Brouillard (Monte Bianco)                                                              Sul Pilastro Don Quixote (Marmolada)

 

I Coach del progetto: Yuri, Ennio, Bruno, Diego, Fabio e Tito sono stati mentori di grande rilievo in primis in questo senso fornendoci indicazioni e impartendoci delle vere e proprie lezioni basate sulla propria istruzione e soprattutto esperienza: allestimento soste con chiodi e protezioni mobili, corretto utilizzo delle mezze corde, corretta assicurazione al compagno di cordata, utilizzo delle protezioni veloci, nozioni di artificiale: utilizzo di staffe, friend, nut, cliff, copper head, picher, jumar,carrucole, manovre di recupero da ghiacciaio, differenti tipi di progressione in conserva, calate di emergenza e molto altro. 

La messa in pratica di tutte queste cose mi ha portato ad una importante e rapida crescita per quanto riguarda sicurezza, agilità, capacità di lettura della situazione.  

Ogni uscita inoltre ha avuto la sua fondamentale importanza per entrare in sintonia con gli altri ragazzi del progetto: Davide, Diego, Giulia e Luca; infatti a tal fine ogni volta ci siamo affiancati ad un diverso compagno di cordata, così da conoscerci più a fondo ed imparare qualcosa di nuovo da ognuno. 

Ad arricchire questa intensa esperienza sono state le differenti location di ogni uscita: la suggestiva parete nord della Presolana attraverso le vie del Cuore, Placido, Direttissima; dolomiti del Brenta con la via Super Maria sull’imponente Crozzon e la Elefante Viola al Pilastro Bruno; cresta Kennedy in val Ventina ai piedi del Disgrazia; artificiale in valle dell’Orco; via Pegaso Machine al pinnacolo di Maslana e dente di Coca in alta val Seriana; falesia trad in valle dei Mulini.

 

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Ciò che mi ha portato più grande soddisfazione è stato riuscire ad intraprendere, in parallelo al progetto e con differenti compagni di cordata, importati salite come: via Bonatti al pilastro rosso del Brouillard, via Don Quixote sulla maestosa parete sud della Marmolada, cresta Rey sulla punta Dufour, Via Fiore di Corallo sul paretone di Mandrea ad Arco di Trento, Cavallo Pazzo al sasso Cavallo. In queste grandi ascese infatti ho subito potuto sperimentare l’importanza e l’utilità di tutte le nozioni e i suggerimenti appresi dai preparatissimi coach durante le diverse uscite.

 

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Per tutto questo sono felice e mi ritengo molto fortunato di essere stato coinvolto ed aver preso parte a questa bella realtà del progetto UNDER 25. 

Concludendo, approfitto per ringraziare tutti quelli che hanno preso parte a questa entusiasmante esperienza e che sono stati in grado di trasmettermi qualcosa, sia di pratico sia nell’ambito relazionale, dagli organizzatori ai coach e a tutti i ragazzi che come me hanno vissuto questa bella opportunità.

 

Daniele  

 

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